sabato 21 maggio 2016

PROVARE A DIRGLIELO

Col trascorrere degli anni decade quel senso di impunità e sfrontatezza che caratterizza gli anni giovanili, quando l'istinto prevale sulla ragione facendoti credere che si, si può anche se apparentemente sembra vero il contrario.
E ragionare conduce ad un certo assillo, una catarsi asmatica, una sincopata alternanza di si, lo faccio, e no, non se ne parla neanche, che ti lascia nel limbo candido e torbido del potrebbe essere bello ma potrebbe essere anche dannatamente difficile digerire un rifiuto, seppur cortese.
Così annaspi nel girone degli accidiosi, incollato dalla noia del pensiero neutro al morbido materasso che usi per dormire, serrato nell'impermeabile della certezza del non fare nulla, ammorbato dalla nenia della falsa indifferenza a come il domani potrebbe essere diverso.
A volte sogni, a volte piangi; a volte resti a guardare la linea dell'orizzonte che sembra invalicabile e lontana come lei, divenuta eterea vivendo solo nella proiezione delle tue cellule celebrali coese nell'elevarla a dea come altrettanto a trasfigurarla nel tuo personale demonio.
Nell'ibrido dell'istante che si perpetua divenendo quotidiano maledici gli anni che passano, pescando negli angoli remoti della parte del cervello magazzino dei tuoi ricordi istantanee di successi imprevedibili, di atti per così dire coraggiosi, di frasi ad effetto tirate fuori al momento opportuno, di quella sconosciuta seduta a piangere sul motorino fuori dalla discoteca che hai riportato alla vita con una carezza e alla gioia di vivere con un bacio che non ne hai più dati di così.
Ma appunto, nel tornare presente al te stesso attuale piombi di nuovo nella metastasi della domanda infinita che ti divora l'anima e ti rende ancora più solo, se mai questo fosse concepibile dalla mente umana.
Cerchi, allora, un approdo che ti ripari dalla tempesta, nella quale pur navigando senza timore apparente non riesci a sentirti completamente al sicuro, perché troppo scosso e troppo eccitato dalla voglia di fare quello che senti, che devi, che vuoi; ma sai bene non esiste in natura un porto che possa questo.
E' vero, le acque si cheteranno al tramonto lasciando infine in pace nel sonno della stanchezza, ma domani il sole leverà di nuovo e si staglierà là, sulla line dell'orizzonte dove lei vive e dove puoi vederla in ogni nuvola che attraversa l'azzurro infinito.
Provare a dirglielo, non esiste un'altra via. Provare a dirglielo, accettandone le conseguenze. Provare a dirglielo, lasciando fuori quello che credi razionale.
Provare a dirglielo ...




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