lunedì 20 febbraio 2012

5 DOMANDE A : MAURIZIO CENTI




Maurizio Centi è nato nel 1959 a Roma, dove tuttora vive, lavora come doganiere, e scrive.
Nel 2007 ha vinto il 2^ concorso letterario nazionale “Laboratorio Gutenberg” col racconto Orizzonte, pubblicato nell’omonima antologia del premio (Laboratorio Gutenberg, Roma, dicembre 2007).
Nel 2008 ha pubblicato il mio primo romanzo, I panni sporchi (Ibiskos Editrice Risolo, Empoli, maggio 2008).Nel 2009 è stato finalista del “Premio Logos, IV edizione” col racconto Fuori dalla tana, pubblicato nell’antologia del premio (Perronelab, Roma, giugno 2009). A partire da allora molti suoi racconti, già inseriti in diverse antologie, sono stati riuniti assieme ad altri nella raccolta antologica Fuori dalla Tana (Edizioni Creativa, giugno 2010, premessa di Claudio Lolli), che ripercorre idealmente trent’anni della vita dell’autore.E’ stato il curatore dell’antologia Racconti di frontiera (Laboratorio Gutenberg, ottobre 2010, premessa Prof. G.Ruozzi, Dip.to Italianistica Università Bologna), venticinque racconti liberamente ispirati al tema della frontiera scritti dai doganieri italiani.Recentemente ha vinto il concorso letterario nazionale “Ibiskos 2011”, sez. racconto breve, col racconto Un nuovo inquilino.Attualmente è in corso di stampa il libro fotografico Hotel Rebibbia (Herald Editore, Roma), che contiene tre suoi racconti sul tema del carcere.

Iniziamo dal tuo ultimo lavoro "Fuori dalla tana". Una raccolta antologica dei tuoi lavori pubblicati in diverse antologie. È stata una necessità che avvertivi quella di riunire in un unica raccolta la tua produzione ?

La risposta a una domanda di questo genere implica un accenno al racconto breve, che è la forma di scrittura più in armonia col mio carattere e col mio modo di vedere la realtà. Ero un ragazzino quando ho cominciato a scrivere racconti ed è ancora il genere di letteratura a cui mi dedico tuttora, e nel quale mi esercito a trovare una forma di scrittura solo mia. È quindi la mia passione e il mio laboratorio, per certi versi la mia storia. Per questo ho cercato Claudio Lolli per chiedergli due righe di premessa al libro e ho avuto la fortuna di trovarlo disponibile e di berci assieme due bei bicchieri di traminer.

Riunire in un libro i miei racconti è stata perciò un’idea che non poteva non venirmi, anche se forse – nell’impellenza di riunirli tutti – né io né l’editore ci siamo resi conto che alcuni di loro legavano con difficoltà con gli altri, finendo per dare l’impressione di un libro non del tutto coerente. Ma Fuori dalla tana è stata e rimane un’esperienza interessante, anche perché mi ha dato l’opportunità di lavorare con Gianluca Ferrara di Edizioni Creativa, una persona schietta e amichevole, il che non è consueto nell’ambiente editoriale.




La Garbatella. Da quello che scrivi sembra un posto fiabesco, magico...é una visione che ti é rimasta dentro dall'infanzia e non ti ha mai abbandonato?

Probabilmente sì, mi colpisce il fatto che tu l’abbia dedotto da quel poco che ho scritto al riguardo, ma effettivamente questo quartiere romano rappresenta per me e per molti altri qualcosa di speciale che non saprei definire se non usando un torrente di parole. Ci ho respirato dentro quasi tutti i giorni da ragazzo, negli anni Settanta, ci ho conosciuto gli amici che ho tuttora; l’ho setacciato assieme ad un gruppo universitario di ricerca antropologica da grande e ho scritto un’appassionata tesi sulla sua realtà; e poi…






I sette sorsi alla fontana Carlotta (Alla Garbatella ci sta la fontana Carlotta..ndr); un tuo desiderio che si è avverato...

Proprio così, non ti è sfuggito neanche questo. Però poi, oltre all’amore per una donna molto bella che da allora mi sta accanto, mi è rimasto l’impulso ad andare avanti e a lasciare un segno, la voglia di raccontare in quante forme si può vedere il mondo e di trovare un modo sempre più convincente di farlo. Scrivere, si sa, è una sfida con se stessi, è tentare e ritentare, sperare di trovare prima o poi la strada. Oppure il bello è proprio questo continuo camminare a tentoni, senza mai quelle certezze che lasciano sfuggire lo sbadiglio.

Credi che sia possibile, oggi, "sfondare" nel mondo articolato dell'editoria senza le "necessarie" conoscenze?

Non voglio crederci, non posso farlo. Da una parte viene da dire che se pure fosse non mi cambierebbe proprio niente, perché scrivere è una necessità personale. Ma a essere sinceri va a finire che uscire allo scoperto oltre che paura in fondo dà piacere, e non si può negare. Perciò l’ottavo sorso di Carlotta, quello di cui nessuno ha mai parlato, è dedicato proprio a questo genere di sogni. Come un giocatore che si prepara giorno dopo giorno per arrivare in perfetta forma all’impegno più importante, voglio continuare a lavorare per poter saltare sul mio treno di volata se un giorno dovesse mai passare. Io ci sto provando, chi lo sa.

Per concludere, so che stai concludendo un importante progetto editoriale...

Mi dai l’opportunità di parlare di qualcosa di importante, e che è costato tre anni di tempo e un bel po’ di fatica. Entro primavera uscirà con la collana ‘Quaderni dal carcere’ di Herald Editore il libro di foto e racconti Hotel Rebibbia. Si tratta di un libro centrato sulle splendide foto fatte nel carcere romano dal fotografo Gaetano Pezzella, a partire dalle quali un gruppo di scrittori ne ha tratto ispirazione per scrivere i racconti incastonati tra le immagini del libro. Il tutto, come in qualsiasi manuale di ricette, è stato infine legato assieme dal filo rosso del racconto di una notte in cella dal poetico realismo di Cristobal Munoz, mediatore culturale all’interno dello stesso carcere, e dall’abilità di grafico di Danilo Rosati.

Hotel Rebibbia non è la solita denuncia, né un libro che cavalca l’onda. Mostra una realtà più vicina alla nostra di quanto non ci sembri, un’esistenza in vita nonostante, e tanto ci è bastato.

È un libro in cui crediamo molto.

Al di là di ogni altra considerazione sia possibile fare sui lavori di Maurizio Centi, mi preme sottolineare la continuità che ha saputo dare alla sua passione di scrivere, segno inequivocabile di una ferrea determinazione. La continua ricerca della frase che fosse “solo sua” lo ha portato a sperimentare, fino reputare il racconto la sua migliore forma espressiva. Una forma artigiana, densa; mai copiosa, torrenziale, logorroica, ma schietta e diretta. A volte nostalgica (…O forse per quell’aria da Roma sparita che ti avvolge ogni volta di nostalgia…), ma vera, e vissuta.



domenica 5 febbraio 2012

5 DOMANDE A: MELANIA BUHALAKIS






Melania Buhalakis nasce a roma il 9 febbraio del 1987, sotto il segno dell'acquario; durante gli studi della maturità inizia a cucire abiti da autodidatta.
Sulla crescente passione  della creazione fine a se stessa (allargando i suoi orizzonti anche agli accessori) si iscrive allo IED ( istituto europeo di design ) nel corso triennale di moda: 
“Ho  sentito il bisogno di creare qualcosa di mio, di esprimere il mio mondo anche attraverso gli accessori,  perché esprimono appieno il carattere di una persona".
Parallelamente sviluppa un forte interesse per la fotografia e al termine del corso di studi sulla moda frequenta la Scuola Romana di Fotografia, immergendosi nella sperimentazione e affinando il suo, già sviluppato seppur embrionale, senso estetico, lavorando sopratutto su se stessa attraverso la tecnica dell'autoscatto.


Accessori di moda espressione della personalità. Oggetti unici rappresentativi dell’Io, di quello che è o si vorrebbe essere. Distintivi tribali di epoca contemporanea… sono forse troppo azzardati come termini di paragone?

In parte si. Gli accessori che creo, sono collegati ad un mio mondo sotterraneo in  cui convergono il mio amore per la natura, in tutte le sue forme, e le epoche passate, come i primi del 900. Gli anni 20-30 sono permeati, secondo me, di un fascino seducente e noir. Un’altra figura che mi ha ispirato è stata Frida Kahlo, pittrice messicana. Leggendo la sua biografia, mi piacque molto il suo attaccamento verso la sua terra natia e a dimostrazione di questo, indossava tipiche collane o bracciali messicani, i capelli intrecciati con fili di lana variopinti  e costumi tradizionali. in tutto questo, si esprimeva la sua personalità.



La fotografia imperniata sull’autoscatto. Egocentricità o necessità di trovare una forma espressiva che completi le tue creazioni?

La necessità dell’autoscatto è nata prima delle mie creazioni. C’è in parte dell’egocentricità, penso che in ognuno di noi ci sia, ma per me è stato ed è tuttora un modo di sperimentare me stessa e in questo mi sento molto affine a Francesca Woodman, una fotografa americana che ho amato dal primo momento in cui ho sfogliato un suo libro. Tutto il suo lavoro ruotava sull’autoscatto e prediligeva i paesaggi interiori che si creavano dentro se stessa.


IED e Scuola Romana di Fotografia, hanno influito sulla tua comunicazione artistica? Se      si, in maniera determinante?

Hanno influito, ma non in maniera totalizzante. Certamente, mi hanno dato gli strumenti necessari per sviluppare di più il mio senso estetico e sia per quanto riguarda la moda e la fotografia, mi hanno mostrato il lavoro complesso che c’è dietro un semplice scatto o un abito.




Il fine (creare) necessita di un mezzo che modelli il tuo pensiero. Quelli che hai scelto tu si sono fatti trovare loro o sei tu che li hai cercati sperimentandone anche altri?

Entrambi, dipende dal momento. Spesso è accaduto di aver cominciato un progetto, che poi si è evoluto in tutt’altro modo, altre volte si sono fatti trovare loro attraverso una fotografia scovata in una rivista, in un film, in tutto ciò che mi circonda!




Per chiudere, vivi la creazione in modo ansioso, ossessivo? O nell’elegia del momento avverti più un contatto spirituale che ti conduce serena verso l’obiettivo?

Una delle fasi della creazione che preferisco: è l’ispirazione. Sento una grande energia dentro di me, tutto può aiutarmi affinché ciò che ho nella mia mente prenda forma, e si avvicini di più all’idea che ho costruito nel mio Iperuranio. Confesso che nel pieno della produzione, non vedo l’ora di avere tra le mani l’oggetto finito.

Melania Buhalakis muove i suoi primi passi nell’etereo mondo dell’arte, con espressività, sentimento, personalità, eccentricità e tanto, tanto altro ancora. Mi sono imbattuto nei suoi lavori per caso e ne sono stato subito toccato, avvertendo in lei una certa sensibilità creativa che, a mio modo di vedere le cose, mostra notevoli potenzialità espressive.  Seppur in uno stato embrionale la sua idea sta prendendo corpo e sostanza, cercando luce che la riscaldi e le dia linfa vitale, assemblando materia e creando immagini da uno scatto…

Per saperne di più...

lunedì 30 gennaio 2012

PIET MONDRIAN

Seppur con colpevole ritardo ieri sono andato al Vittoriano a vedere la mostra "MONDRIAN L'ARMONIA PERFETTA" (che termina oggi...), dedicata ad uno dei fondatori dell'arte contemporanea, appunto  l'olandese Piet Mondrian (1872/1944)..
Un pittore difficile da interpretare, noto al grande pubblico ma non così celebrato e frequentato, seppur dotato di un immenso talento e di una visione artistica incredibilmente ampia e profonda.

"non rappresento oggetti ma esprimo relazioni..."

E' sull'onda di queste parole che bisogna surfare per addentrarsi nel suo percorso artistico per cercare di stabilire un contatto con Mondrian. Ha attraversato vari periodi (alcuni solo accennati), dagli inizi figurativi al luminismo, dal cubismo al neoplasticismo, lasciando sempre una sua impronta e guardando sempre all'armonia del perfetto equilibrio tra linee, colore e composizione.

"l'arte è un'attività intuitiva, non istintiva. L'istinto è rivolto alla conservazione del se; l'intuito ha la negazione del se come conseguenza. La cultura mira allo sviluppo dell'intuito a spese dell'istinto..."


AVOND (sera, ovile e cascina), opera degli inizi, è fra quelle che più mi hanno colpito. Un silenzio irreale in una luce sensazionale è il primo pensiero che mi ha attraversato quando l'ho vista. Mi ha rapito, trasportandomi in quel luogo che infondeva spiritualità alla mia presenza.

Come PAESAGGIO CON DUNE
opera meravigliosa e densa, che rasserena seppur in uno spazio apparentemente senza fine, placido nella sua inerzia. E' stata realizzata nel periodo luminista, caratterizzato da tinte vivaci e spirituali (rosa e celeste su tutte), quello che preferisco (IL CONTADINO DELLA ZELANDA è un'altra opera entusiasmante di quel periodo come IL FARO CON NUVOLE, un monolite nell'universo...).

Un cammino artistico incredibile nel suo sviluppo e nella sua qualità, alla ricerca di una intensa spiritualità celebrata nell'armonia, che trova il suo percorso successivo nel periodo cubista (notevole è IL GRANDE NUDO...) e la sua definitiva consacrazione nel neoplasticismo , un linguaggio figurato astratto che lo porta a dipingere le sue varie "COMPOSIZIONI" utilizzando i colori primari (rosso, giallo, blu), linee e piani, creando le opere per le quali forse è più conosciuto;


come ha scritto Danilo Maestosi sul Messaggero "un artista...che incapsulando lo spazio entro moduli di recinti geometrici e colori primari ha pilotato la pittura del Novecento verso una sorta di ultimo viaggio senza ritorno. Imponendosi con la forza esclusiva, riconoscibile come un marchio doc, delle sue icone, seminando frutti rigogliosi in altri territori confinanti, come l'architettura, la grafica, il design ... ".
Linee ipnotiche, comprimenti e dilatanti lo spazio in una specie di illusione ottica, apparentemente incomprensibili e ripetitive, ma di notevole impatto ed energia, e colori a bilanciare lo stesso spazio, in un tutto perfetto ed armonico.
Un'idea di un viaggio senziente,  verso l'io spirituale, compiuto attraverso un totale distacco dalla realtà ottenuto con la sua completa destrutturazione.


giovedì 26 gennaio 2012

sembra andata diversamente ...

In  STATUS QUO ANTE su Callisto Tanzi ho scritto:
Peccato che ha 70 anni ed in galera non ci metterà piede. Per i suoi soci in affari pene leggermente inferiori, ma considerando l'appello e la cassazione eventuale i reati andranno sicuramente prescritti (ovvero, niente galera).
EVVIVA!

Per correttezza di informazione c'è necessità di dire che attualmente Tanzi è detenuto dal 5 maggio scorso nel carcere di Parma dopo la condanna definitiva a otto anni e un mese per aggiotaggio, ostacolo alla vigilanza e falso dei revisori... (ricordiamo che in primo grado ha preso 18 anni...).

 Il 10 gennaio scorso è iniziato il processo di appello a Bologna e il suoi difensori hanno richiesto la detenzione domiciliare per non meglio specificate "precarie condizioni di salute".
Per il suo Avvocato Belloni, così non c'è rieducazione, ma ''solo una dimensione afflittiva nei confronti di una persona anziana''. Di più: ''ci si sforza di tenere in vita una persona per consentire la prosecuzione della carcerazione''. E, conclude, ''dopo cinque ricoveri e cinque ritorni in carcere vi è da pensare che si sia innescata una spirale in cui il ricovero serve per il ritorno in carcere, e il ritorno in carcere serve per il ricovero''.
Mi sbagliavo sul fatto che Tanzi avrebbe evitato la galera. Anche se con la pena notevolmente ridotta e fra l'entrare ed uscire dagli ospedali. Seppur in clamoroso ritardo e forse ancora per poco (il Tribunale di Sorveglianza dovrà comunque esprimersi sulla richiesta di domiciliari) e sicuramente, al momento, per uno solo (ma questo è in linea con il pensiero precedentemente esposto).
Ritenevo doveroso fare questa precisazione, perché se è un giusto diritto (oltre che un dovere) esercitare critica sul sistema giudiziario italiano è anche giusto riportare le sue (al momento ) parziali condotte in accordo con le aspettative degli italiani onesti.
Questo non significa essere giustizialisti e/o forcaioli. Se c'è un conto da pagare va pagato. Se la giustizia degli uomini ha previsto la privazione della libertà per delle azioni che vengono definite come REATI è giusto che questa condanna venga attuata (pur se con la garanzia di avere in cura un uomo malato).
Ma ricordiamo anche che la Cassazione si è pronunciata favorevolmente sulla richiesta di risarcimento di 108 milioni avanzata dalle vittime, ma precisiamo di nuovo , comunque, che Callisto Tanzi è nullatenente e che difficilmente qualcuno vedrà soldi da lui...
anche questo per il giusto  diritto (oltre che dovere) di esercitare critica...

a buon intenditor...

lunedì 23 gennaio 2012

Utopia

Mi ritrovo a camminare in una notte luminosa/
 Abbacinante/
 Su di un asfalto fluorescente/
 Sospinto da un Placido vento/
 Come un veliero senza più timone/
 Né pensiero/
 Case come nuvole/marciapiedi come onde/luna come ancora
 Cercando la mia stella polare/
 Un volto fra miriadi di stelle/
 In un delirio onanistico/
 Radente la follia...la magia/
 Case come nuvole/marciapiedi come onde/luna come ancora
 Nell'eclissi della fede/
 Delle possibilità/
 Seguo la mia mappa immaginaria/
 Alla ricerca del tesoro/
 Occultato nel cuore del mondo/
 ...te...

sabato 21 gennaio 2012

Last Minute Market

Last minute market è una società spin-off (in questo caso accademico, ovvero una società nella quale una università partecipa in qualità di socio) dell'università di Bologna, creata da Andrea Segrè, da sei anni preside di Agraria Nel medesimo ateneo. lo scopo è quello di recuperare i prodotti alimentari invenduti che i supermercati ritirano dal commercio, dirottandoli dall'inceneritore verso mense ed enti caritativi in tempo utile prima che scadano. Seppur la scadenza impressa sui prodotti sia solo un espediente commerciale inventato per garantire la rotazione delle merci nei supermercati. Il Professore, infatti, mangia tranquillamente yogurt scaduti da 4 mesi e pacchi di spaghetti stagionati da 6. Il progetto, nato nel 2000, oggi vede 43 città aderenti e si cerca un'applicazione su scala nazionale. In una intervista rilasciata al " il giornale", il professor Segrè ci fa sapere che " le scadenze suoi cibi esistono Da quando è cominciata la dittatura dell'HACCP, il metodo di autocontrollo igienico inventato dalla NASA americana per proteggere gli astronauti da contaminazioni di origine alimentare che avrebbero potuto mettere a repentaglio le missioni spaziali. E che prima di allora ci si regolava con il buon senso. Io (Andrea Segré) faccio ancora così. Guardo il coperchio dello yogurt conservato in frigo, finché non si gonfia, è commestibile..." Definisce, inoltre, lo spreco come un "fenomeno planetario", ovvero dal 30 al 50 per cento di ciò che la catena agroalimentare produce sulla terra va perso. In Italia vengono gettati via ogni anno 20 milioni di tonnellate di alimenti, che potrebbero sfamare 44 milioni di persone per 12 mesi... Sul sito www.lastminutemarket.it potrete approfondire, volendo, l'argomento e sottoscrivere la "Declaration Against Food Waste, ovvero una Common Action in the prevention and reduction of food waste on a global and european scale ( dichiarazione contro lo spreco di cibo, da realizzassi attraverso una azione comune di prevenzione e riduzione Dello spreco su scala europea e globale). Da questa possibilità tutti ne trarrebbero dei vantaggi: i supermercati e tutto il loro indotto per una riduzione dell'invenduto e dei costi di smaltimento dei rifiuti; le istituzioni caritatevoli per avere cibi gratuiti a costo zero; e tutta la collettività per un sistema che produrrebbe meno rifiuti e meno inquinamento. Aggiungere un commento a quanto detto è superfluo. Vivere in un mondo ecosostenibile dipende in prima istanza sempre da noi. Una maggiore attenzione nelle cose quotidiane può condurci verso una aspettativa di qualità di vita Migliore, educando,inoltre, le future generazioni ad un rispetto massimo dell'ambiente che ci permette di vivere. Le regole del business devono poter coesistere con le regole dell'educazione civica e del rispetto dell'uomo nella Sua totalità. Non aspettiamo che qualcuno faccia qualcosa per noi. Facciamo noi qualcosa per noi stessi e per gli Altri.

sabato 7 gennaio 2012

...from your lips

... e nella penombra della sala di attesa del ristorante, aspettando un tavolo per cenare, due occhi accecanti varcarono la porta d'ingresso, materializzando in quella grande stanza vento freddo e un'improvvisa luce; sorridevano, e accompagnavano un uomo felice di quella presenza che aveva al fianco.
Rimossi il mio sguardo annoiato dai riflessi di uno specchio che mi restituiva  l'immagine di me stesso immalinconito a scorrere la rubrica telefonica del cellulare, appoggiato con le spalle al muro, ancora involtato nella giacca di pelle e soffocato dalla sciarpa attorno al collo,  e lo agganciai al suo, proiettato, ora, verso l'accesso alla sala; nello stesso momento, con un'impercettibile movimento del viso, lei mi guardò e tenne fissa i suoi occhi nei miei per un tempo che a me apparve infinito.
Un refolo di vento di ponente sembrò investirmi improvvisamente, riequilibrando il mio stato d'animo verso lo zen della serenità. 
Mi passò davanti decisa, scavandomi ancora una volta con i suoi occhi, con un movimento rapido e significativo; lo stesso fece il suo accompagnatore, nella mia totale indifferenza. Portai, poi, la mano destra sulle labbra, e iniziai a farci scorrerci sopra l'indice ed il medio, come sempre faccio quando mi viene in mente un qualche pensiero che mi stuzzica. 
Poi, una voce stentorea e professionale mi invitò ad accomodarmi: le stelle erano propizie, e me lo manifestarono nel tavolo che mi assegnarono, di fianco a quella donna e al suo compagno. 
La cena scorse sulle ali di un ottimo vino e di un sensazionale piatto di spaghetti moscardini e parmigiano,  di occhi negli occhi, di lampanti momenti furtivi e di accennati sorrisi viranti al vago. Alzando il bicchiere di jack daniels che stava per chiudere la mia cena la salutai, mentre il suo accompagnatore stava dirigendosi alla cassa per esercitare il suo diritto/dovere di cortesia da ospite. 
Il suo viso si illuminò, espandendo luce sulla parte oscura della mia luna; la marea iniziò così a montare sull'influsso che emanava dal mio spirito liberatosi dalla prigionia del mio corpo.
Indossò, infine, il cappotto in un movimento elegante, poi un foulard, che aggiungeva un tocco di aristocrazia alla sua innata eleganza.
Si passò le mani attorno al collo per far defluire i capelli sulle sue spalle e poi scosse la testa per cercare un comodo aggiustamento a quella bionda cascata. Continuai a guardarla, sorridendo sempre più convinto a quella presenza così lieve e magnetica:  "...domani, stesso posto, stessa ora...", sono le parole che udii mentre si voltava per dirigersi verso l'uscita della sala, dove l'attendeva l'ospite. Restai attonito, fissando la sua camminata attraverso il mio jack nel bicchiere che ne ampliava l'immagine a dismisura.
Le sue labbra si erano mosse e alcune parole sembravano essere uscite dalla sua bocca, ma ora, in quell'estasi immaginifica non ero propriamente convinto che fossero quelle che nella mia testa stavano circolando impazzite:"... domani, stesso posto, stessa ora ..."; era veramente andata così? Ordinai un altro jack Daniels, per sublimare l'accaduto e obnubilare ancora più i miei sensi già pesantemente intorpiditi dagli eventi succedutesi come in un incantesimo; no, non  era decisamente possibile che mi avesse dato un appuntamento: sono fuori di testa, devo smetterla di bere così, devo assolutamente smetterla.
Mi alzai e mi diressi alla cassa per esercitare il mio dovere di avventore. "domani"... " fanno cinquantacinque euro " stesso posto ...", tenga il resto, grazie signore e buona serata!, "stessa ora ...". All'uscita un vento gelido mi schiaffeggiò violentemente, riportandomi nella cruda realtà. Cercai la macchina, e con fatica la ritrovai. Barcollavo, così accesi una sigaretta nella speranza di avere dal tabacco quello che stavo cercando dentro dentro di me. Accesi anche il motore, e si accese anche la radio, che dalla stazione sulla quale era sintonizzata stava suonando un pezzo che a me piaceva molto ed il primo verso che ascoltai fu "but I wanna hear it from your Lips ..."., che mi suonò come profetico.
"Domani, stesso posto, stessa ora ..." : ci sarò, certo che ci sarò!.
E la macchina s'addentrò nella notte, guidandomi nella luce proveniente dalla luna ... I wanna hear it from your lips ...

venerdì 30 dicembre 2011

The Prime Minister in Berlin

In generale non mi occupo di cose politiche, in quanto c'è già troppo gente che lo fa (e secondo me  la maggior parte alquanto a sproposito...), però questa cosa voglio dirla, perché mi fa veramente ridere e allo stesso tempo riflettere sull'identità nazionale italiana (che non è mai stata abbastanza sviluppata ma che ora sembra davvero ai minimi storici).
Ieri il Dott. Monti in una conferenza nella quale avrebbe dovuto parlare delle proposte governative per garantire sviluppo (e quindi occupazione e quindi circolazione di moneta da tradurre in consumo), non solo è riuscito nella mirabolante impresa di non dire nulla di concreto (solo parole vuote nel senso che non ha illustrato nessun programma di realizzazione dei concetti presentati alla stampa), ma ha anche, e soprattutto, detto che:
  • l'opinione pubblica tedesca segue con partecipazione gli eventi italiani
  • l'Italia deve meritare la stima della Germania giorno dopo giorno
Poi ha citato quanto riportato su di lui dal quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung, ovvero che "Monti è il genero ideale, parla poco, veste serio e non banale, non è rumoroso..."

Ora, pur in questa bella giornata di fine dicembre, con uno splendido sole che ammicca alla primavera, non mi torna dietro un completo senso di beatitudine perché non capisco, ovvero capisco benissimo, perché l'opinione pubblica tedesca segua con tanta passione le vicende italiane; come se fossero una soap opera? un dramma a puntate? o forse perché ora ci ritengono (ovvero siamo) una loro colonia?
Ed inoltre, in quale maniera l'Italia deve meritare la stima della Germania? Mettendosi prona ai voleri tedeschi? e poi, perché solo di loro e della Francia no? e della Spagna no? e della Grecia no? e della... l'Italia è uno dei 6 (SEI) paesi fondatori dell'Europa e dalla Germania e verso la stessa non deve avere e/o dare nulla che non sia il dovuto rispetto che è fondamentale nel diritto internazionale ed a maggior ragione in una zona di libero scambio come l'attuale UE e di Paesi uniti anche  dalla moneta unica.
L'italia non ha bisogno della stima dei tedeschi (grande nazione che però ha scatenato le più grandi guerre viste sul pianeta terra), ma degli italiani, ovvero di se stessa.
Capisco che il Dott. Monti è lì perché lo ha voluto l'Angela nazionale tedesca, ma deve ricordarsi che non è il Premier di Berlino, è il capo del governo italiano (seppur, appunto, divenuto tale con un mini colpo di stato a fatto a colpi di Bot e Spread),e come tale potrebbe, dovrebbe, fare a meno dell'approvazione più o meno tacita della capitale tedesca su ogni cosa che fa, e, tanto meno, sentirsi obbligato a ringraziarla ogni volta che può...
in alternativa a ciò, altrimenti, farebbe bene a presentarsi in qualche lista tedesca e candidarsi alle prossime elezioni in germania (lì non permetterebbero che qualcuno assurga a capo di stato senza libere elezioni...); potrebbe usare come spot elettorale  la sua conduzione della colonia italiana e la definizione di genero ideale tedesco, al quale aggiungerei, se fossi in lui, la capacità di tradurre pratica ciò che gli viene ordinato...

Buon anno a tutti...


giovedì 22 dicembre 2011

RomAExhibit / Art and Exhibition in Rome

Dal 15 dicembre scorso è on-line il Portale Romaexhibition.it, un progetto che per la prima volta in Italia sistemizza le risorse espositive della città "con l'obiettivo di renderle più facilmente fruibili e di garantire un offerta di mostre sempre più alta durante l'intero arco dell'anno..." Un coordinamento, quindi, delle attività culturali negli infiniti spazi espositivi di Roma per un "offerta espositiva che sia varia, qualitativamente elevata e omogenea e di stabilire un programma senza sovrapposizioni di contenuti e date di inaugurazione". Fra gli Enti promotori l'Assessorato alle Politiche culturali e Centro Storico di Roma Capitale, il MIBAC (ministero dei beni culturali) e la Fondazione MAXXI. Sul portale é possibile effettuare ricerche per tipologia di mostra, per spazio espositivo e per data inizio/data fine, ed inoltre è a disposizione una mappa per orientarsi nella ricerca. È, senza ombra di dubbio, un'ottima iniziativa, sia nell'idea di avere un mezzo in rete che semplifica l'accesso all'informazione culturale di Roma, sia nell'idea dell'istituzione di un sistema di identità unitaria (coinvolge 18 Enti culturali Pubblici e Privati di Roma). Una migliore accessibilità ed una migliore fruibilità per gli utenti dovrebbero essere assicurate da questo Progetto, che sicuramente avrà modo di autovalutarsi e migliorare i processi iniziali individuati per la partenza. WWW.Romaexhibition.it

sabato 17 dicembre 2011

RAZZA ALIENA

...E Dio creò l'uomo...a sua immagine e somiglianza...
è possibile, oggi, procreare restando vergini? Certo, con l'inseminazione artificiale...inserendo nella vagina sperma conservato in vitreo, congelato e pronto all'uso. Sarebbe, nel mondo contemporaneo, considerato un miracolo? Ne dubito...fortemente...o forse, meglio, è considerato un miracolo, si, ma della scienza. Ammettiamo, solo per un momento, che alla Vergine Maria sia successa la stessa cosa...ovvero che antichi visitatori dello spazio abbiano fatto quello che oggi riteniamo una conquista dell'umanità. Inseminare artificialmente un corpo di donna per farla procreare...A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA...
Manipolazione genetica...razza superiore... Ci siamo mai VERAMENTE chiesti come l'uomo sia uscito dallo stato di minorità in cui si trovava (HOMO SAPIENS) ed abbia iniziato non solo a parlare (una cosa enorme...) ma anche a scrivere (cosa ancora più enorme...)... se è vero, come dice l'archeologia, che uomini delle caverne hanno generato quello che oggi è l'umanità, tutto questo come è stato possibile? La teoria evoluzionista di Darwin ha sempre meno credibilità e si sta retrodatando la nascita delle civiltà primitive. Sono state scoperte intere città in fondali marini, sepolte da quella che nella storia del tempo del pianeta terra è definita come l'ERA GLACIALE. E se i popoli antichi interagivano con i propri DEI (scritti storici confermano questo, tra cui quello su cui l'uomo ha creato tutto il suo divino, ovvero la BIBBIA), non è possibile che questi venissero dallo spazio? D'altronde sono sempre citati come PROVENIENTI DAL CIELO; e noi, poveri mortali oggi non consideriamo tali gli extraterrestri?
Un progetto a lungo termine, frutto della manipolazione del DNA, che ha permesso ad animali eretti di diventare RAZZA UMANA, sapiente e senziente, destinata ad un futuro migliore su di uno splendido pianeta. Non dicono forse questo le tavole dei SUMERI (primo popolo umano in assoluto vivente nell'IRAQ attuale ad inventare (?) la scrittura) parlando dei loro DEi, gli ANOUCHI, provenienti dal dodicesimo pianeta?
E' una possibilità, e tale dobbiamo considerla. Se crediamo in Dio (come ci credo io) non possiamo non credere anche a questo.
Antichi Alieni...progenitori della razza umana...A LORO IMMAGINE E SOMIGLIANZA...frutto di un qualcosa che solo nel mondo odierno stiamo, lentamente, riuscendo a comprendere.

IO SONO IL TUO DIO
NON AVRAI ALTRO DIO ALL'INFUORI DI ME
ONORA TUO PADRE E TUA MADRE...

meditate, gente, meditate...

sabato 3 dicembre 2011

L'odore della notte

Notte.
Voci dalla strada s'infrangono come minute onde lacustri
sulla riva silenziosa di casa mia
fondendosi nella melodia che diviene nenia
dolce, una volta
ora insopportabilmente odiosa.
Buio.
Solo, nel letto, ritma il mio respiro, come un basso che lentamente muore lanciando l'assolo  acustico di struggenti note rock
e mi viene da tendere una mano, in cerca di un conforto, segno, presenza.
Vuoto.
e solo il ricordo di un profumo di donna mi da sollievo a volte, mentre inzio a fluttuare nella mia deriva onironautica...
che luce del giorno materializzi qualcuno che ora non c'è...

lunedì 28 novembre 2011

Cèzanne, Palazzo Reale, Milano

Ero a Milano il 17 novembre scorso e ne ho aprofittato per andare a Palazzo Reale, di fianco al Duomo, per andare a vedere la mostra , per la prima volta in questa città sull'autore, curata da Rudy Chiappini con la collaborazione di Denis Coutagne.
Sono esposte 40 opere del maestro francese provenienti da diversi musei internazionali.
Non amo particolarmente Cèzanne, ma ogni occasione è buona per alimentare la mia sete "pittorica" e così sono riuscito a trovare il tempo, fra riunioni ed altro, di infilarmi, appunto, a Palazzo Reale, e godermi l'arte del francese.

"Ho giurato a me stesso di morire dipingendo..."

La frase collocata alla fine del percorso espositivo esplica inequivocabilmente quale passione, ferocia e determinanazione Cèzanne abbia messo nel proprio lavoro (suo padre voleva farne un banchiere sembra...); ed è possibile vederla questa sua volontà nelle tele esposte in ordine di sviluppo, se così si può dire, della sua tecnica e originalità, che ne hanno fatto un cardine per le strade che la pittura imboccherà dopo di lui.
Le quattro stagioni all'entrata sono foriere di un messaggio di imbarazzante semplicità nel suo esordio come pittore, autodidatta...poi il percorso si snocciola in realizzazioni di forme indefinite, con forti colori tendenti ad una confusione "astratta" (paesaggio con oratorio - viadotto e l'estaque per dirne due).
Poi si arriva alle due rappresentazioni del grande pino e terre rosse,



delle quali quella provenienente dall'Hermitage di San Pietroburgo rapisce e incanta..

"Dipingere dal vero non significa copiare la natura ma realizzare sensazioni..."

e questa altra frase del Maestro trova la sua verità, secondo il mio modesto parere, nel bosco incantato della roccia rossa,



opera sublime ed inarrivabile, dove l'occhio è rapito dalla magia della creazione, facendosi trasportare all'interno, in una sublimazione spettatore/opera che rare volte mi è capitato avvertire... una forte emotività direi esoterica, alquanto trascendente, un qualcosa che è di più ma del quale non riesco a trovare le parole per descriverlo efficacemente....


"...non modellare, ma "modulare", complessa operazioni di sintesi delle emozioni..."

Sebbene il modulare di Cèzanne anziché il modellare sia un concetto ancora sfuggente, la sua complessa sintesi delle emozioni esplode chiaramente nell'opera il giardiniere vallier,



un opera meravigliosa e densa, un'oasi di pace e silenzio attraverso la quale il tempo si ferma, entrando in una dimensione metafisica che ti fa perdere il contatto con la realtà...

fino al 26 febbraio 2011 a Palazzo Reale, Milano
magari siete di passaggio...ne vale la pena...

mercoledì 23 novembre 2011

....parole, e non solo, per Lei...

... Mentre passeggio davanti al Dome, un poco più tardi, vedo una faccia pallida, pesante - occhi spiritati - e l'abitino di velluto che ho sempre adorato, perché sotto il velluto morbido c'erano sempre i suoi seni caldi, le gambe di marmo, fresche, salde, muscolose. Si leva da un mare di facce e mi abbraccia, mi abbraccia con passione; mille occhi, nasi, dita, gambe, bottiglie, finestre, borse, piatti, tutti ci fissano e noi uno nelle braccia dell'altro, dimentichi.
Mi siedo accanto a lei ed ella parla, un fiume di parole. Frenetici vaneggiamenti di isteria, perversione, lebbra. Non sento una parola, perché lei è bella e io l'amo e ora sono felice e sarei pronto a morire. ...

Henry Miller, Tropico del Capricorno, 1935

mercoledì 16 novembre 2011

...prigioniero...

...l'agognata e sospirata libertà può trasformarsi in un boomerang, che tornando dietro ti picchia in testa lasciandoti in terra svenuto. Libero, libero, libero, nel senso più lato del termine, nel suo senso assoluto, puro, cristallino; l'abuso sfrenato della condizione di "sentirsi"libero elevata all'ennesima potenza come condizione sine qua no della propria vita. O così o niente. una condizione estrema, da ultimo posto sul pianeta terra nel quale vivere, un polo sud nel quale la necessità non è vivere ma sopravvivere.
Così la libertà giorno dopo giorno assume contorni diversi dal suo significato originale. Essere liberi e sentirsi liberi ti accorgi che sono due cose completamente diverse, divergenti, opposte, rifrangenti.
Nella sua assolutezza la magnifica idea di essere il Luigi XIV del tuo impero minimalista via via scema, riducendosi piano piano ad assuefazione da anfetamina che porta dopamina a cellule corrose dal tarlo della "rota".
La verità diviene così un limite da bypassare continuamente in uno standby permanente: l'illusione. Di poter metabolizzare ed espellere successivamente ogni fremito del cuore e dell'anima.
Libero, ma prigioniero; prigioniero della mia libertà. Fittizia, artificiale,costosa, mutevole, inorganica, eterea...
Libero e prigioniero nel medesimo folle momento...ma non "sentirmi" libero mai...
Prigioniero, si prigioniero della mia libertà...
.

mercoledì 5 ottobre 2011

body of worlds ... Gunther von Hagens'

E' arrivata anche a Roma la mostra (?) dei record, ovvero i corpi plastinati di Gunther von Hegens, 66 anni tedesco, chiamato anche Dottor Morte. In soldoni si tratta di persone decedute che hanno lasciato il loro corpo a Gunther e da  lui  plastinate (è un processo di mummificazione basato sul silicone) e variamente "lavorate", ovvero aperte, squartate, riassemblate, espiantate degli organi e così via....


Secondo lo scopo del lavoro, ovvero mostrare l'anatomia umana nella sua cruda e affascinante realtà, i plastinati vengono poi esibiti in varie pose, così da evidenziare, ad esempio, la distenzione dei muscoli lombari in attività, oppure come funziona l'articolazione delle dita delle mani e così via...
L'aspetto interessante è sicuramente quello didattico (sono in mostra (?) anche più di 200 organi del nostro corpo...), ed ha il suo effetto da questo punto di vista. Poter vedere come nella realtà siamo fatti (è vero che oggi grazie alle tecniche raggiunte è possibile una visione virtuale riprodotta molto vicina alla realtà), è sicuramente un evento  irrepetibile (almeno sino ad oggi...in futuro chissà...sembra che ad oggi circa sedicimila persone hanno già lasciato il loro corpo per subire questo processo di mummificazione...) ed eccitante nello stesso tempo, seppur apparentemente macabro.
Il percorso allestito alle Officine Farneto (dietro alla Farnesina) a Roma è asfissiante e diviene nel suo svolgersi sempre più silenzioso. L'inizio non è scioccante (seppur entrando si vede la forma di quello che era un corpo delineata solo dalle vene che gli sono state lasciate...) ma la visione diviene via via sempre più introspettiva e affoga in un mare di domande che nascono nella visione dei corpi.
20.000.000 di visitatori nel mondo sono un record (per incassi vicini ai 200.000.000 di dollari) e rappresentano comunque un fenomeno sociologico da indagare. Siamo lontani, lontanissimi da quella che possiamo definire "arte" pur nelle sue forme più estreme (esempio le famose e famigerate "performance" sul proprio corpo o altrui di sedicenti artisti), ma di sicuro è un qualcosa che stuzzica appettiti vari e che porta comunque ad un ritorno, anche se di rifiuto.
Mi ha colpito profondamente questo allestimento di persone mummificate ed esposte; mi ha colpito il corpo umano nel suo insieme (certe esplosioni lo fanno divenire enorme e sembra incocepibile che tutto sia racchiuso in un così esiguo spazio) e mi ha affascinato ancor più di quanto già non lo avesse fatto nella mia vita. Una macchina perfetta, concepita divinamente, straordinariamente efficace, che noi, con i nostri vizi, a volte distruggiamo.
Fino al 12 febbraio è visibile in Via dei Monti della Farnesina, Officine Farneto appunto, raggiungibile con la linee bus 32 e 271.
Detto questo, che aspettate?  

martedì 30 agosto 2011

MISSING DISSIDENT: LAW AND ORDER ...

(vedi anche post 12/dic archivio 2010  "Una carta, una cella, una sedia vuota ed un nobel)
Visto che la Cina (CHINA) sta largamente usando dallo scorso anno come sistema di repressione quello di far scomparire (letteralmente) i dissindenti al REGIME, il Governo (il Partito) vorrebbe (vuole) emendare il Codice Penale alla voce "arresti domiciliari" con l'Istituto della "RESIDENZA SORVEGLIATA", ovvero una variante della stessa che permetterebbe alla Polizia (al Partito e al Governo) di detenere per sei mesi i sospetti in una località di sua scelta senza avere l'obbligo di avvertire le famiglie.
Anche a seguito delle cosidette " primavere arabe" (i moti nordafricani) che avrebbero potuto contagiare la popolazione, le misure coercitive nei confronti dei dissendenti-attivisti per i diritti umani si sono inasprite da febbraio, e quelli di loro più in vista sono, per l'appunto, scomparsi per lungo tempo (dell'avvocato Gao Zhisheng si sono perse le tracce da oltre un anno).
Pechino, in sostanza, sta cercando di legittimare agli occhi del mondo le sparizioni forzate facendole passare per questioni di sicurezza nazionale, terrorismo e corruzione (per richieste del tipo: democrazia politica, possibilità di attività sindacale, libertà di pensiero ed espressione, e via dicendo...).
Non erano sufficienti i LAGOAI (i campi di concentramento cinesi  istitutiti da MAO ZEDONG nel 1950 e tutt'ora operanti - hanno chiuso anche i Gulag negli anni 90...- che vedono oggi costretti al lavoro forzato milioni di cinesi), ora si cerca di legalizzare anche la formula dei "desaparecidos" per non meglio chiare ragioni di sicurezza.
La Cina (CHINA) è uno di 5 membri permanenti dell'ONU (insieme a Gran Bretagna, Francia, Urss e USA) dal 1945 e firmataria della Convezione Internazionale sui Diritti Politici e Civili nel 1998 (anche se l'Assemblea del Popolo - più o meno equivalente ad un parlamento europeo - non ha mai ratificato l'adesione...chissà perché...), ma se ne infischia altamente degli obblighi contratti a livello internazionale, dove il Diritto è sancito ma la sua applicazione resta comunque un'utopia (del resto l'unica sanzione che ha un certo effetto per inadempienze internazionali fra stati è la dichiarazione di guerra...).
Cosa dire ancora: il Mercato ha le sue regole, La Cina compera TITOLI DI STATO (europei ed americani) sostenendo, di fatto, economie sull'orlo di una crisi di nervi, i PIL devono crescere e cazzo! qualcuno bisogna pur sfruttarlo se stasera dobbiamo uscire e ci occore un bell'abito firmato a prezzi ragionevoli...

lunedì 29 agosto 2011

LUNA POP TRE - di Cesare Battisti

"... vivo di collette del mio grupo di appoggio in vari paesi ..." avevo già esperienza di prigione elibertà ... sapevo che dopo l'inferno della prigione c'è un altro inferno fuori dalla cella ..."


"...Spero di poter ringraziare personalmente le molte persone che mi hanno aiutato, principalmente Tarso Genro (ex ministro della giustizia che ha accolto l'omucolo in brasile nel 2009 come "rifugiato politico"...  n.d.r.). Se fosse possibile, se non incomodo nessuno, mi piacerebbe anche ringraziare il presidente (ex) lula...

"... non ho paura di niente ...  non posso pentirmi di ciò che non ho commesso. Mi accusano di omicidi i cui responsabili sono stati ARRESTATI E TORTURATI (...in Italia...) ..."


- stralcio dell'intervista rilasciata da CB ad uno dei settimanali più diffusi del brasile -

evidentemente sotto l'effetto del sole brasiliano, che produce nel suo organismo effetti collaterali allucinatori, l'omucolo protetto da ex militanti dell' IDEA GIUSTA E PURA (purché mi faccia vivere libero e satollo) esterna le sue demenziali verità (dietro compenso) ad uno dei maggiori giornali dell'ex colonia portoghese, dalla quale è stata ereditata la lingua ma non il profilo culturale.
volevamo non avere più a che fare con questo figuro, ci sembrava abbastanza quello che era stato detto, ma queste ultime parole ci sono sembrate il miglior epitaffio che si potesse usare sulla sua tomba...
adeus senhoras battisti,
ti auguriamo ogni felicità ed ogni bene ogni qualvolta riaprirai gli occhi al risveglio e sentirai il respiro del mondo che pulsa e vibra sotto il peso di una vita onesta, nella quale la verità non occorre cercarla e dimostrarla oltre ogni pudore ma trova da se la strada che conduce alla limpidezza dell'anima...
boa sorte senhoras battisti, que pelo menos deus perdoarà