lunedì 14 marzo 2016

IL VALORE DELL'AMICIZIA

Si arriva ad un punto della vita in cui, volente o nolente, si inizia a pesare ogni singola cosa; una di queste è il valore dell'amicizia.
Può essere genericamente definito come un sentimento affettivo relazionale, che può vedere coinvolte due o più persone, teoricamente basato sul rispetto, sulla fiducia, sulla stima, sulla disponibilità reciproca; questa definizione ha un senso se la consideriamo da un punto di vista sociale, ovvero ciò che dovrebbe intendersi quando si pronuncia la parola amicizia: poi c'è quello che viene sviluppato nella realtà attorno a questo sentimento.
Occorre che prima che io sviluppi la mia tesi faccia una premessa: forse sono la persona meno indicata per discutere e trarre conclusioni su questo nobile valore in quanto faccio molta fatica ad essere accettato dal genere maschile e ho sempre trovato grande diffidenza verso di me da parte del genere femminile; mi sono sempre fatto molte domande in proposito ma alla fine ho smesso di ponermele: è così, lo accetto e basta.
Detto questo, ho cambiato molte volte idea su questo tipo di relazione speciale che si instaura fra gli umani  nonostante che io gli attribuisca ancora oggi un notevole significato; ho sempre più remore ad usarlo ovvero ad indicare quella persona come amico/amica. 
Ho compreso, mio malgrado, che questo sentimento poggia molto del suo credo su una stima degli interessi congiunti sui quali, appunto, due o più persone possono convergere e nulla altro; fino a che esiste una unità di intenti, ovviamente di varia natura, la relazione sussiste; cessate le comuni finalità la relazione subisce un degrado progressivo fino a dissolversi.
Per questo, con il tempo, le amicizie cambiano: rapporti che sembravano ferrei si palesano in realtà eterei ed evaporano nello sciame sociale seppur con varie giustificazioni, o, a volte, con imbarazzanti silenzi; e si aggiungono nuove persone alla lista delle amicizie in virtù dei nuovi interessi o in virtù del consolidamento di quelli datati.
Ho sempre considerato l'amicizia per i difetti, chiamiamoli così, dei miei amici/amiche più che per i loro pregi, li ho, cioè, sempre accettati in quanto tali e mai per la "cosa giusta" che mi sarei aspettato da loro; siamo persone e reagiamo alle cose la maggior parte delle volte per istinto.
Quello che ho sempre ripudiato è stato il calcolo, l'opportunismo, la convenienza di avere relazioni in quanto potenziali occasioni per avere opportunità altrimenti precluse; niente aspettative, solo ed esclusivamente un rapporto leale e sincero di un cammino fatto assieme a persone inizialmente estranee e poi col passare del tempo parte integrante della tua vita.
Faccio errori di continuo, seppur con gli anni sempre meno vistosi, e non posso pretendere che gli altri non ne facciano. Cresciamo, consolidiamo una nostra personalità, con il trascorrere degli anni diventiamo altro da quello cui siamo partiti; a volte la crescita è comune, di pari passo con le nostre relazioni, altre volte no, è disarmonica, si crea un distonia che in alcuni casi sembra insanabile.
Nascono così fratture che nel tempo si dilatano sino ad essere impossibili da ricongiungere; le strade divergono e ci si ferma, incontrandosi, magari solo per un saluto di educazione, ma si evita un contatto diretto come era poco tempo prima.
Subentrano fattori esterni condizionanti il rapporto e il più delle volte non si ha la forza per superarlo questo condizionamento, o renderlo meno influente, in alcuni casi, forse, non se ne ha neanche la voglia, resta così magari il ricordo dei momenti trascorsi assieme e nulla altro; l'orizzonte cambia e ci si adegua al nuovo scenario.
Nonostante sia possibile comprendere determinate situazioni resta, almeno per me, l'amaro in bocca ancora oggi per perdite di rapporti che rendono la vita monca di un qualcosa che è stato e non sarà più.
Mi sto abituando, è vero, ma non vuol dire che lo accetti di buon grado. Forse un giorno mi sveglierò e mi accorgerò che tutte le persone che hanno camminato assieme a me condividendo questo che credevo un valore assoluto ed immutabile non ci saranno più; mi ritroverò solo e cercherò nuove relazioni che, per forza di cose, non potranno avere quel senso di trascendenza e potenza che quelle andate recavano in se.
Forse non ci ho capito molto. Forse è così che deve andare. Forse è nella nostra natura. Forse gli diamo troppa importanza. Forse si generano aspettative impossibili da sostenere. Forse ...


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